Uno spettacolo di
VALERIANO GIALLI

Envers Teatro e Arti di Eris con il patrocinio della Regione Autonoma Valle d'Aosta e della Fondazione CRT

Adattamento di Guido Davico Bonino dall' Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

con:
Astolfo: Paola Corti
Orlando: Valeriano Gialli
Angelica: Valentina Virando
Armatura con l'anima bianca: Michela Lucenti
Armatura con l'anima nera: Manuela Serra

scenografia
Maurizio Agostinetto

costumi
Federica Genovesi

colori e pittura
Guglielmo Croce

coreografie
Michela Lucenti

assistente coreografa
Michela Serra

suono
G.U.P. Alcáro

montaggio video
Andrea Bo

ricerca delle musiche
Valeriano Gialli

canto nel "Palazzo Incantato"
Paola Zara

Durata: 73 minuti

Furiosus

Orlando pazzo per amore

"L'Orlando Furioso è un grandioso "romanzo" delle meraviglie, di mondi incantati e di personaggi inconsueti e stupefacenti; una lussureggiante vegetazione carica di fiori e di frutti... Uno spettacolo multicolore e multiforme sul mondo che ha perso la sua tragica profonditá, e di essa resta solo un gioco misterioso, appassionante e ilare, da contemplare con ironia, ma pieno di scricchiolii di terremoto." Italo Calvino

Dell'immenso labirinto di sperdimenti che è l' Orlando Furioso, lo spettacolo evoca le due dorsali principali: la fuga di Angelica dai suoi spasimanti e Orlando che cerca di ritrovare Angelica perduta. Nel nuovo flusso poetico (meno di 1.000 versi dei 40.000 dell' Orlando), si riconoscono, tra gli altri episodi: la fuga di Angelica tra selve spaventose e scure; La lotta di Orlando con l' orca; Il Palazzo incantato di Atlante, dove chi entra vede l' oggetto del proprio desiderio, ma non lo può raggiungere perchè è pura illusione; la Pazzia di Orlando per amore di Angelica; Astolfo sulla Luna per recuperare la ragione di Orlando... Questo è il testo.

Immaginate un prato verde in una foresta oscura, e su questo prato un piccolo palcoscenico magico dove appaiono come colori impensabili i paesaggi del mondo, e Orlando e Angelica sempre dentro questo teatrino, immersi e mimetizzati nell'intrico dei colori mutevoli dell'arazzo del mondo... Questo è lo spazio.

E tutto accade nel profondo cieco mondo incantato, dove tutti agiscono in stato di invasamento, presi da fissazione, su uno sfondo sublunare di intrichi vegetali, foreste selvatiche, mari crudeli, spiaggie roventi; dove ci sono solo percorsi erratici, gesti iperbolici, meraviglie dell'amore e dell'odio, cozzi e furori; dove ognuno gira a vuoto e si perde correndo dietro l'incanto dei propri desideri, i quali sono come vane immagini senza sostanza, e il girare a vuoto è il girare della sorte, che rende tutto instabile, anche le teste degli uomini, che sembrano avere la ragione, ma invece sono pazze furiose...

Un movimento sempre errante domina le parole, la musica, le immagini, la recitazione, che è ritmica, danzata, musicale: tutto improvvisi tagli e cozzi, inseguimenti e galoppi, interruzioni e cambiamenti di ritmo. Un intrico lussureggiante di musica e di colori in cui i corpi degli eroi si perdono e si dissolvono, che comunica un senso di armonia ma nello stesso tempo di smarrimento e scompiglio, caos e spaesamento, in cui non sai mai che cosa incontri ad ogni svolta.