Uno spettacolo di
VALERIANO GIALLI

Envers Teatro e Arti di Eris con il patrocinio della Regione Autonoma Valle d'Aosta e della Fondazione CRT

Adattamento da William Shakespeare di Guido Davico Bonino

regia e scenografia:
Valeriano Gialli

costumi:
Elena Gaudio

in scena:
Valeriano Gialli e Paola Zara

musica:
Giuseppe Verdi

montaggio suono:
Ezra

pittura:
Max Chi, Cristina Cary

videomontaggio:
Elena Fonti

Macbeth

o i patimenti dell'anima

Una favola incantata e terribile

Il Macbeth di Valeriano Gialli è uno spettacolo eccentrico e popolare allo stesso tempo. Un Macbeth molto italiano per la musicalità della recitazione, ma anche per la musica di Verdi e per l'esuberanza dell'uso della pittura. La grande teatralità della recitazione, la musica e la pittura sono i suoi elementi espressivi. Il testo, la poesia, le parole, sono di Shakespeare. Tutto il compiersi dell'ascesa e della caduta di Macbeth c'è: c'è la favola incantata di chi sogna di cambiare il proprio destino, e c'è la follia, la tragedia, l'amarezza di chi forza il destino a furia di delitti. Ma la rappresentazione delle vicende del Macbeth non c'è, e al loro posto c'è il bosco tetro e stupefacente dell' anima.Immaginate allora uno spazio scenico che sia la stanza magica dell' anima di Macbeth (inondata dai colori delle emozioni come un mattatoio dal sangue), dove il corpo, la figura di Macbeth, si dissolva in stati d'animo, attraverso una colata di rossi, di blu, di gialli che invadono tutta la scena... Un sogno al momento della morte, o un contrappasso del destino, che in un patimento tragicomico, fa rivedere il rumore e la furia della vita.

La leggenda di Macbeth

Il luogo è la Scozia. Un'antica Scozia, selvaggia, perduta nella nebbia delle sue leggende. Il tempo, è prima della storia. Un tempo nel quale streghe e stregoni abitavano il mondo e tentavano l'anima degli uomini. Questa è la storia di Macbeth, eroico vassallo del re di Scozia, e della sua Lady, che lui ama come un bimbo ama la madre.

Un giorno sfortunato incontra le Streghe e l'influsso del male entra in lui: gli dicono che diventerà re, e lui, per diventare re, istigato dalla sua Lady, uccide il suo legittimo sovrano. Poi tutto precipita nel sangue, nella follia, nella desolazione, finchè la vita appare come il nulla.

Un teatro inondato di pittura

Valeriano Gialli affronta Macbeth. Questo attore tanto solitario da risultare quasi aristocratico offre allo spettatore un corpo a corpo con un'infinità di sfidanti: poesia, destino, amore, ambizione, ingenuità, crudeltà, morte. Affronta il duello con il sostegno della parola, del corpo, della musica, del colore da cui si lascia inondare. Dall'intreccio scaturisce una creazione tragico-visivo-sinfonica di fortissima capacità espressiva. (Osvaldo Guerrieri - La Stampa)

Un approccio sperimentale e rispettoso al grande bardo: ne restituisce l'energia pur prosciugandone il contesto. Come una traduzione che non tradisce. Merito di un'idea di Guido Davico Bonino mirabilmente materializzata da Valeriano Gialli. (Maura Sesia - La Repubblica)

Valeriano Gialli rinuncia a qualunque idea di rappresentazione, ma non alla grande teatralità dell'attore. I personaggi, solo evocati, sono come ombre che camminano sulla scena. Anche la bellissima scenografia non rappresenta nulla, se non uno spazio mentale, il bosco luminoso e tetro dell'anima. La recitazione è intensa e musicale, sapientemente modulata, viva e autentica. Un Macbeth diverso e affascinante. (Giuliana Pititu-web)

Il Macbeth di Gialli concentra in un'ora l'essenza della tragedia Shakespeariana. Senza tradirla. E' ambientato in una stanza magica. Una colata di colori dissolve i contorni fisici del protagonista, esemplificandone il disfacimento. La recitazione di Gialli trova il giusto registro in bilico tra toni sublimi e sottile comicità. (Gaetano Lo Presti- La Vallèe Notizie)

C'è tra i rossi, i blu, i gialli di questa pittura sulla scena e l'interprete, tutto il continuo teatrare di Valeriano Gialli; c'è sì il Macbeth, quelle dodici stanze adattategli da Davico Bonino come un costume-pelle da gran spadaccino della scena, c'è tutto il tragicomico compiersi dell'ascesa e della caduta del Macbeth più conosciuto, ma insieme all'essere Gialli, sul palcoscenico, intellettuale-attore di una costante ricerca di se stesso nel riverbero dei grandi personaggi evocati... E ci sono gli emblemi di quel suo costruirsi una carriera di re/attore... Uno specchiarsi continuo, tra vita e scena; tra le alterne vicende della ricerca e riconoscimenti critici. Com'è la passione d'artista. (Giorgio Sebastiano Brizio - web)

Macbeth bianco schermidore è calato fra i bianchi laghi di Ejzenstein! Molto evocativi, molto suggestivi i colori bellissimi della scena. Maestoso lo spettacolo. Bravissimo l'attore, che fa sentire il rumore della morte. Di grande tensione. (Uno spettatore. Aosta).