Attraverso il meraviglioso coefficiente poetico del testo shakespiriano e il gioco più contemporaneo dell'ironia e del disincanto, questo Othello corre, senza timori o riverenze, verso la sintesi spietata dell'interpretazione.
Una coppia snocciola il girotondo di tutte le altre: Othello e Desdemona, Jago ed Emilia, Cassio e Bianca... tutti, invischiati nell'inestricabile ragnatela generata dalle parole, in un vortice di concertazione operistica (da Verdi a Eminem ai Balanescu).
In una giostra evocativa senza limiti e confini, costruita su una grande storia che sappiamo a memoria ma che ci piace risentire tante volte, e che si snoda sui riflessi dagli occhi verdi di quel mostro che è la gelosia, si invola nel cielo cupo del tradimento (presunto ) e dell'omicidio.

Fa dell'Amore il luogo del caos, paradiso o inferno del vivere.
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