Canti XXI e XXII dell' Inferno.
scritti da Dante Alighieri
con
CRISTINA BRACCO, GIANNI CATANESE, VANESSA D'AGOSTINO, MARCO MARREDDA, VALERIA PIACENTI, CHIARA ELISA ROSSINI, STEFANIA TAGLIAFERRI, ANTONELLA TRAVASA, PAOLA ZARAMELLA
conduttori del laboratorio che ha dato origine allo spettacolo
Ambra d'Amico e Roberto Baffa
con il coordinamento di
Valeriano Gialli
14 marzo 2005
SCUOLA DI RECITAZIONE SKENÈ
AOSTA
Con il Patrocinio della Regione Autonoma Valle d'Aosta
BRUCIARE
I canti XXI e XXII dell'INFERNO sono quelli in cui i diavoli si scatenano a fare le cose più violente e più grottesche ai peccatori di corruzione (politici e non), che stanno in trogoli di pece bollente, (oltre a far del cul qualche trombetta).
L'intento di questo laboratorio di teatro (sperimentale e pilota in Valle d'Aosta perchè tenuto anche da due insegnanti di una delle scuole di teatro più prestigiose d'Italia), non è stato quello di formare attori professionisti, quanto di far percepire ai partecipanti il clima di una civiltà teatrale e di una tradizione: i ruoli, il metodo, la disposizione interiore di un teatro praticato per divertimento e vocazione, ma sempre come passione civile e di perfezione artigiana.
Le scelte sono state radicali. Un testo difficile da recitare, narrativo, in versi, poco dialogato; via allora, in un solo colpo, tutti i luoghi comuni su che cosa possa essere teatro: le scenette veristiche dialogate, gli psicologismi, la rappresentazione del tinello di casa, l'immedesimazione nei personaggi, l'imitazione delle televisioni... Andato via tutto, è restato solo un rozzo e indiavolato giocare, umanamente debole, adoloscenzialmente ingenuo e leggero, pieno di ritmo e di energia espressiva.
Così si è arrivati con facilità a uno stile nudo e crudo, poverissimo di tutto tranne che del corpo-voce degli attori: senza costumi, né maschere, né attrezzi, nè scenografie, né luci, né musica, né il tempo per inventare o imparare alchimie... (come forse si conviene al teatro nei periodi di scalogna in cui a pochi interessa), ma con tanto entusiasmo ed emezione.
Ma c'è uno spazio, ben segnato per terra, un gruppo di attori, un testo e le sue situazioni, e un po' d'anima ironica con la quale ogni attore può giocare...
Ora che gli attori, dopo mesi di lavoro per concertare la prova, hanno cominciato a trovarsi bene, occorre chiamare la gente, per vedere fino a che punto il pubblico non li divori vivi sulla scena...
