di Molière
traduzione in italiano Luigi Lunari
con
MARCELLO BARTOLI
Sganarello
DARIO CANTARELLI
Don Giovanni
MICHELA MARTINI
Donna Elvira, Maturina
MICHELA MOCCHIUTTI
Carlotta
LINO SPADARO
Pierotto, il Povero, Don Carlo, Dimanche, il Commendatore
Adattamento e regia
Giuseppe Emiliani
Scene
Graziano Gregori
Costumi
Carla Teti
Musiche
Franco Piersanti
21 febbraio 2005
COMPAGNIA DI TEATRO I FRATELLINI
FIRENZE
DON GIOVANNI
Molière ha consegnato al mondo una forma perfetta che è diventata origine e modello di una comicità esilarante, e, al tempo stesso, intrisa della più drammatica amarezza, sempre consapevole di quanto c'è di ridicolo, ma anche di patetico e di tragico, in ogni umana debolezza.
Don Giovanni visto attraverso gli occhi disincantati di Sganarello.
In uno spazio teatrale onirico, poetico, notturno, lo stralunato servo del famoso seduttore di Siviglia rievoca un mito, antichi amori, antichi rancori.
Ogni sera, come ogni sera, quasi fosse una condanna, Sganarello parla e dà vita alle sue creature. Fa rivivere in scena il suo dispotico padrone. Ogni sera rinnova la farsa di quell'uomo costantemente in fuga: un provocatore, un miscredente, un libertino.
Il loro rapporto è carico di ricordi. Solo il teatro ha il potere di farli rivivere. Teatro poetico, luogo di illusioni, fantasie. Unico luogo dove il trascendente è sostituito dal meraviglioso.
Luogo in cui elementi farseschi e tragici convivono, come nelle scene di corteggiamento, nei lazzi tratti dallo scenario e dallo spettacolo degli Italiani che Molière realizza senza perdere nessuno dei suggerimenti comici che la tradizione gli offre, testimoniando l'influsso profondo della Commedia dell'Arte.
