scritto da
Pedro Calderòn
de la Barca
con
GIUSEPPE BARIGAZZI, GIUSEPPE IMPREZZABILE, ELISA ORLANDINI, MATTEO RAMPONI, ALESSANDRO SCIARRONI, SANDRA SONCINI
traduzione, riscrittura, drammaturgia, imago
Francesco Pititto
matematiche plastiche
e caratteri visivi
Maria Federica Maestri
musica
Andrea Azzali
disegno luci
Rocco Giansante
atto critico
Giulia Mirandola
regia
Maria Federica Maestri
e Francesco Pititto
13 dicembre 2004
LENZ RIFRAZIONI
PARMA
IL MAGICO PRODIGIOSO
Dove l'odore di melassa alcolica innalza il tempio del dubbio, il dio salva? Dove il punteruolo aghiforme esclama il male in magica vena, il dio sanguina? di sicuro l'occhio enorme grida per il male, ma il colore del rosso che scorre è l'anima dell'uno che nel prodigio appare.
Il magico prodigioso (1637) fa parte della categoria dei drammi religiosi (comedias de santos) scritti da Calderón, e sviluppati secondo gli schemi di un mistero medioevale. Per la potenza della devozione verso il divino, il lirismo e l'intensità tragica, la perfetta costruzione drammatica, la stupefacente invenzione visiva, quest'opera è considerata una delle più rappresentative del teatro spagnolo. Il "Magico prodigioso" mette in scena la leggenda di san Cipriano e di santa Giustina d'Antiochia, martiri della fede cristiana nel III secolo. Cipriano sconfigge in una disputa il demonio. Il maligno per vendetta lo fa innamorare della pia Giustina, fino a spingerlo a barattare l'anima pur di possederla. Si scontrano in essi il desiderio reciproco del mondo naturale e l'aspirazione al cielo del mondo sovranaturale. Poi succede loro di essere crocifissi insieme perché cristiani.
Intreccio di misticismo e sensualità, rispecchiamento comico... Alta commozione per il bisogno dell'uomo di mettersi alla prova mescolando anche santità e passione. Indimenticabili le sequenze finali, Cipriano e Giustina crocifissi insieme, catturati nello stesso tempo dal desiderio reciproco e dall'aspirazione al cielo, quasi una vertigine che travolge tutti. Valeria Ottolenghi, La Gazzetta di Parma
L'effetto clou è l'apparizione di Giustina tramutata da oscuri riti magici in atroce marionetta di carne, che regge da se stessa il filo da cui è mossa? Renato Palazzi, Il Sole 24 ore
Lo spettacolo di Calderon de la Barca prodotto da Lenz è uno splendido ricettacolo di simboli e misticismo, che produce nello spettatore grande fascinazione. Sergio Buttiglieri, La Cronaca di Piacenza
Lavorano a Parma, appartati, furiosi esploratori di segni, di visioni. Teatranti che le storie invece di raccontarle le trasformano in enigmi rilucenti di immagini, in corpi sbattuti in faccia allo spettatore con violenza, con delicatezza smarrita... attori bravissimi... Massimo Marino, Il Manifesto
