Uno spettacolo di
Michele di Mauro
Liberamente tratto dalle Antigone di Anouilh, Sofocle, Cocteau
con
MICHELE DI MAURO, FRANCESCA BRACCHINO, MARIANO PIRRELLO e FEDERICA STANDOLA de "Il Piccolo Teatro D'Arte"
scene, costumi e immagini
Elvis Flanella
regia
Michele Di Mauro
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contiene:- foto_01.jpg (1067x1600 px)
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- testo scheda.rtf
- la scheda dello spettacolo
(formato PDF, 196K)
20 aprile 2006
MAS JUVARRA
con il sostegno del Sistema Teatro Torino
ANTIGONE
non abita più qui
IL LAVORO DEGLI ATTORI TENDE AD UN REALISMO EMOTIVO più vicino al cinema che agli stilemi del teatro tradizionale, rendendo lo spettacolo vivo e immediato, molto comprensibile ed emozionante. Una delle Antigone più belle e meno noiose che si siano viste negli ultimi anni.
Antefatto: alla morte di Edipo, re di Tebe, i due eredi maschi, Eteocle e Polinice, si spartiscono il governo della città: ognuno potrà governare per un tempo stabilito, alla fine del quale dovrà lasciare il trono all'altro. Eteocle, al termine del proprio mandato, non accetta di cedere il potere. Polinice assolda un esercito e muove guerra contro il fratello; i figli di Edipo muoiono entrambi in battaglia e la città viene affidata allo zio Creonte.
Una legge della città, di cui Creonte è garante, stabilisce che chiunque cerchi di dare sepoltura a un traditore, e quindi anche a Polinice, dovrà essere ucciso.
Eteocle e Polinice avevano due sorelle, Antigone e Ismene. Antigone, la più giovane, vive nel palazzo reale ed è in procinto di sposarsi con il figlio di Creonte, Emone.
Antigone è una ragazza estroversa e con un profondo senso della giustizia, proprio per questo decide di ribellarsi alla legge e di dare ugualmente sepoltura al fratello Polinice.
Sulla scena si muovono tre personaggi: Antigone, Creonte ed Emone, accompagnati da una figura sempre presente, quella della bambina, che è l'equivalente del coro, ma anche la proiezione di un'Antigone futura.
I due poli contrastanti sono quelli rappresentati da Antigone e Creonte.
Antigone è il modello della ribellione individuale e giovanile contro la sopraffazione dello stato e dei grandi.
Creonte è un uomo di governo, un politico scaltro e a suo modo saggio, che conosce le regole del gioco e si destreggia con abilità tra rigore e compromessi. Non è un vero tiranno, regnare, per lui, è un lavoro.
Emone è fidanzato di Antigone e figlio del tiranno.
La vicenda emotiva dei due giovani rende toccante lo spettacolo e più lancinante e doloroso il rapporto tra istituzione e individuo, tra affetti e autorità, tra giovani e vecchi.
