di Moni Ovadia
con MONI OVADIA
e LEE COLBERT
e con la STAGE ORCHESTRA:
Janos Hasur Violino
Luca Garlaschelli Contrabbasso
Emilio Vallorani Flauto
Massimo Marcer Tromba
Paolo Rocca Clarinetto
Albert Mihai Fisarmonica
Stefano Corradi Clarinetto
Vincenzo Pasquariello Pianoforte
Direttore Musicale: Emilio Vallorani
- Press kit (.zip, 1,1 MB)
contiene:- foto_01.jpg (988x1476 px)
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- la scheda dello spettacolo
(formato PDF, 192K)
5 dicembre 2005
MONI OVADIA
Promo Music in coproduzione con Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
ES IZ AMERIKE!
cosa ci vuoi fare, è l'America!
OVADIA TRIONFA CANTANDO GLI EBREI D'AMERICA.
Prova a togliere gli ebrei dalla storia d'america: non si ride più! Il ciclone Moni travolge la platea raccontando l'incontro tra la cultura ebraica e quella americana dalla fine dell'Ottocento a oggi, con una particolare attenzione per la musica. I riferimenti non sono per nulla dotti, accessibili anche a chi di cultura yiddish sa poco o nulla. Il successo è pieno, sottolineato da lunghi ed euforici applausi.
L'America che Moni Ovadia propone è un'America intrisa di suoni, risate, ironia. Quell'ironia che nasce dalla malinconia di chi è strappato alle proprie origini e che diviene forza, cultura, risata liberatoria, cinica a tratti. Un'ironia che gioca con tutto e tutti per prevenire la violenza, il dominio, l'arroganza.
E fra storielle esilaranti che hanno per protagonisti i soliti Yankele e Yoshele, ma anche i fratelli Marx e Lenny Bruce e le loro freddure, Moni canta canzoni celebri accompagnato dalla stupenda voce di Lee Colbert: Gershwin, Berlin, Rogers, Bernstein... Tra parole e musica, risate, punte d'invettiva, fantasiosi ritratti a colori e malinconiche foto in bianco e nero, si arriva a un finale da brivido tra la celebre poesia "Wichita Vortex Sutra" di Allen Ginsberg e la canzone "Hard rain's a-gonna fall" di Robert Zimmermann, in arte Bob Dylan.
