con
Valeriano Gialli e Angelica Buzzolan
ideazione, regia e videoscena
VALERIANO GIALLI
musica
Giuseppe Verdi
immagini pittoriche
Max Chi, Cristina Cary
montaggio della colonna sonora
Ezra
video montaggio delle immagini
Elena Fonti
assistente alla regia
Giuliana Pititu
- Press kit (.zip, 868 Kb)
contiene:- foto_01.jpg (988x1144 px)
- foto_02.jpg 3504x2336
- foto_03.jpg (394x459 px)
- foto_04.jpg (1158x826 px)
- foto_05.jpg (928x1164 px)
- testo scheda.rtf
- la scheda dello spettacolo
(formato PDF, 188 Kb)
21 aprile 2008
Envers Teatro - Aosta
con il patrocinio della Regione Autonoma Valle d'Aosta
di William Shakespeare
adattamento in 12 stanze di Guido Davico Bonino
MACBETH
Il luogo è la Scozia. Un'antica Scozia, selvaggia, perduta quasi nella nebbia che avvolge le sue vecchie leggende. Il tempo è prima della storia. Un tempo nel quale gli agenti del caos e del male, streghe e stregoni, congiurano tentando l'anima degli uomini. Il loro strumento è l'umana ambizione. Alcuni vincono tutte le tentazioni, e sono santi. Macbeth invece, raggiunge l'apoteosi per essere l'opposto del santo.
Macbeth è la storia di un uomo generoso e nobile e talmente insicuro, che ama sua moglie come un bambino ama la madre, e soccombe a tutte le tentazioni dell'ambiziosa sua moglie.
Era un valoroso soldato ma le streghe gli profetizzarono una rapida ascesa e la sua mente cadde nel nero caos del male: da allora si fece largo al trono a furia di delitti, ma soltanto per precipitare, odiato, nel sangue. Tuttavia prima, aveva combattuto in difesa del suo legittimo sovrano, e solo quando nel calore infernale le streghe lo salutano re, l'influsso del male entra in lui, e qui comincia la storia di Macbeth.
Il Macbeth di Gialli è un viaggio della folle insicurezza e inquietudine di Macbeth in una tempesta di pittura astratta: una sorta di Macbeth-pollock-suite.
Grande affresco video-scenografico che traduce in oscuro sabba di colori le fiammate cupe del caos e del male. E poi solamente le parole sorprendenti di Shakespeare che esprimono il male e la follia e la delusione più intensa della vita, e il corpo-voce di Macbeth- come la sua anima - preso nel cono di luce vorticosa della pittura e della musica, cosicché la recitazione sembra venire da una trance, dal mondo degli spiriti o delle streghe.
