10 aprile 2003
LADY GODIVA
RAVENNA
FILOTTÈTE
di Heiner Müller
con incursioni di
Eugenio Sidèri
con Enrico Caravita,
Fabrizio Ferracane,
Edis Livnjak,
Stefano Minguzzi
regia Eugenio Sidèri
Il quotidiano si unisce al mito.
Al centro della scena una macchina da guerra, la sgadora,
grande mostruosa falciatrice.
Quattro giovani confondono la loro realtà quotidiana
con il tempo del mito, un tempo beckettiano dove anche la morte
di un gattino può essere un terribile evento.
È la storia del calvario di Filottete, l’escluso
e il ripescato. In viaggio verso Troia, dieci anni prima, agli
albori della guerra, Filottete viene abbandonato da Ulisse sull’isola
di Lemno.
Poi, dieci anni dopo, la ragion di stato lo rivuole a Troia.
Qui comincia la riscrittura di Heiner Müller (uno dei maggiori
drammaturghi tedeschi della seconda metà del novecento)
dentro la tragedia di Sofocle. Un viaggio verso la morte che
attraversa una Lemno in cui i giorni sono sempre uguali, come
il destino dei protagonisti, costretti ad una quotidianità
che trova la forza di vivere solo nelle parole del mito. Il
resto è ricordo, fuori dal campo di Lemno, dieci anni
prima. Ulisse, Neottolemo, Filottete sono i protagonisti della
vicenda che ora si ripete attraverso un gruppo di giovani rinchiusi
su Lemno, condannati a pagare le colpe dei padri. Dentro e fuori
il mito, i giovani tragicamente giocano a sopravvivere. Un gioco
crudele ad attraversare
la Storia per raccontare una storia.
Lady Godiva Teatro,
nasce a Ravenna nel 2001. Il primo spettacolo realizzato, Ella
di Herbert Achternbusch, interpretato dall’attore del
Teatro delle Albe Maurizio Lupinelli, per la regia di Eugenio
Sidèri, ha ottenuto un grande successo di critica e di
pubblico.
Nella primavera 2002 Lady Godiva ha inaugurato il “Müllermaterial”,
un progetto biennale dedicato ad Heiner Müller, che prevede
una trilogia di spettacoli del drammaturgo tedesco: Filottete,
Mauser, Medea.
Il nome Lady Godiva deriva da una leggenda inglese: Nell’anno
di grazia 1057, il Conte di Chester, Signore della città
di Coventry, decise di mettere una nuova imposta per finanziare
le sue guerre. Lady Godiva, la sua giovane sposa, commossa dalla
povertà del popolo, lo implorò di risparmiargli
questo pesante sacrificio. Sapendola estremamente pudica, il
Conte le propose un patto, sicuro del fatto che lei non avrebbe
mai accettato: avrebbe tolto la tassa, se lei avesse cavalcato
nuda attraverso le strade delle città. Lady Godiva acconsentì.
Coperta unicamente dai suoi lunghi capelli biondi, cavalcò
attraverso le strade deserte di Coventry. La popolazione, consapevole
del sacrificio di Lady Godiva, era rimasta chiusa nelle proprie
case con le porte e le finestre sprangate. Suo marito rispettò
la promessa e tolse la tassa. Il Conte e Lady Godiva vissero
a lungo, circondati dalla riconoscenza dei loro sudditi.