17 aprile 2003
COMPAGNIA NATURALIS LABOR
VICENZA
2, RUE DE POMME
coreografie Luciano Padovani
con Davide Portelli,
Silvia Gribaudi
Danze rubacuori. Lontano dalle solite vie della
danza. In 2, rue des pommes, di Luciano Padovani, c’è
l’amore in tutte le sfumature, le difficoltà e
le contraddizioni. Il palcoscenico diventa un ring fatto di
tenerezze. L’amore rarissimo che dura tutta la vita: un
duetto ispirato ai Frammenti di un discorso amoroso
di Roland Barthes, accompagnato da alcuni celebri motivi francesi
degli anni 50 e dalle belle musiche di Diego Dall’Osto.
Un duetto sottile, ironico e poetico su un rapporto d’amore
dove seduzione, scontro, incontro, pacificazione, vengono narrati
in modo lieve, talvolta ironico, talaltra più drammatico,
ma sempre dolcemente coinvolgente. Prese aeree, rovinose cadute,
impatto violento dei corpi nei duo e assoli scanzonati e sentimentali,
costruiti attraverso una gestualità minimale che sa farsi
coinvolgente veicolo di un genuino piacere.
Sempre più grande a ogni promessa, la tenerezza si muta
in sensualità
mai ricercata. La leggerezza che 2, rue de Pommes sa
evocare, non teme
furie e ripicche, e dell’amore esprime tutti gli estremi.
«Lei mi ama? Sì. Lei mi pensa? Sì»

Luciano Padovani,
quarantenne, appartenente alla generazione dei Sosta Palmizi,
è conosciuto per il suo stile piuttosto duro, sostenuto
da una fisicità anche violenta, che richiede agli interpreti
una notevole forza fisica, alla maniera dei colleghi fiamminghi,
come si é visto in lavori intensi come Taigà,
Poveri diavoli poveri angeli, Ciel de fer, Hotel Lux, Passione
(presentato anche a Lo Scenario Sensibile) e il penultimo: Sahara,
per il balletto di Toscana. A sorpresa in 2, rue des Pommes,
Padovani compie una svolta ed imbocca la via della leggerezza..