30 gennaio 2003
LENZ RIFRAZIONI
PARMA
FAUST II
dal Faust di Wolfgang Goethe
traduzione e drammaturgia
di Francesco Pititto
regia Maria Federica Maestri, Francesco Pititto
musica Adriano Engelbrecht,
Andrea Azzali
scene, costumi, plastiche, luci
Maria Federica Maestri
con Giuseppe Barigazzi,
Marcello Camilli,
Sara Monferdini, Elisa Orlandini, Sandra Soncini, Barbara
Voghera,
Alessandro Sciarroni, Laura Tanzi
«Faust II di Lenz è un gelido tragitto visionario
sullo svanire della bellezza. Un distorto, straordinario ritratto
del mondo in cui abitiamo, in cui ogni immagine di bellezza
proposta è immediatamente sfregiata, negata, fatta a
pezzi. E’ un modo particolare di intendere e fare il teatro:
simile alla poesia, fatto di folgorazioni, di visioni, di immagini
più che di trame. Faust II è un percorso
di desiderio incentrato sui corpi, una voglia di conoscere tramutata
in brama di possesso. Lo spettacolo si svolge in una camera
ricoperta di carta da parati chiara. Con l’ambientazione
“borghese” cozza l’allestimento, incentrato
sulla seminudità dei corpi, sulla ricerca di situazioni
estreme che traducano il cammino sapienziale disegnato da Goethe
nel viaggio allucinato in un mondo degradato simile al nostro.
Faust, di fronte all’invecchiamento e al mistero del senso
della vita, è doppio: una donna , impiastricciata sulle
carni pressoché nude, e un vecchio grigio, dalle membra
cadenti. Ma anche Mefistofele è duplice: due ragazze,
con la voce scattante o meccanica. Faust cerca una via, quando
non ci sono più strade da percorrere; ma non è
facile scoprire il sapere. Torna indietro in un regno delle
madri, arriva alla corte dell’imperatore e in realtà
sta viaggiando su una palude di putredine dove gli incontri
sono contorti esseri portatori di sofferenza, in un paesaggio
dominato dalle maschere, pullulante di figure di burattini.
Il kitsch, salvagenti pisciformi, pupazzetti, paperini, topolini,
si mescolano all’algore visionario, al dolore, alla calda
voce sinuosa e troppo seduttiva di Frank Sinatra. Non offre
un filo, sceglie di creare scosse successive che partono da
un’immagine e la esplorano. Il linguaggio di Lenz contiene
forse il rischio di un’oscurità insostenibile.
Quella che non è mai “oscura” è la
forza degli attori, intensissimi, tra i quali spicca la potenza
degli attori con handicap fisico o psichico, misteriose e disarmanti
negazioni della bellezza, rappresentazione di un dolore che
ricerca una salvezza».
(Massimo Marino, www.Tuttoteatro.com)
Lenz Rifrazioni
diretto da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, è
un prezioso gruppo di ricerca teatrale che dal lontano 1986
indaga giustamente i più grandi autori. Le passate produzioni
di Lenz da testi di Buchner, Blake, Lenz, Dostoevskij, Holderlin,
Kleist e Shakespeare, rileggono questi autori attraverso efficaci
visioni teatrali.
Lenz ha sede in un edificio ex-industriale dove ha ricavato
due spazi teatrali nei quali ospita, oltre alle sue produzioni,
spettacoli di altre compagnie e numerosi laboratori anche con
disabili fisici e intellettivi.
Propone da sette anni il Festival Natura Dei Teatri.